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Per non perdersi in un bicchier d’acqua

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Ogni giorno c’è qualcuno che ci ricorda, giustamente, che l’acqua è un bene prezioso e fondamentale per la sopravvivenza: è un diritto di tutti poter avere accesso all’acqua potabile. Anche se, purtroppo, sappiamo che in molti parti del mondo non è così.

In ambito nutrizionale, anche se spesso ce ne dimentichiamo, nonostante si presenti come un liquido inodore, incolore e insapore, l’acqua è a tutti gli effetti un vero e proprio alimento. Noi stessi siamo costituiti per circa il 65-70% del peso corporeo d’acqua: un’assunzione scorretta di quest’ultima, può causare, infatti, diversi squilibri nell’organismo, soprattutto per chi pratica attività sportiva.

Quanto si può resistere senz’acqua?

La risposta a questa domanda non è così immediata: dipende dalla persona stessa e dall’ambiente esterno in cui ci si trova. Un bambino resisterebbe pochi giorni senza di essa, mentre una donna potrebbe resistere di più rispetto ad un uomo data la predisposizione a consumare globalmente meno energie. I primi sintomi di disidratazione compaiono già dopo una carenza d’acqua di circa il 2% del peso corporeo: qui si manifestano disagio, forte sete, oltre alla sensazione di pelle secca. All’aumentare della percentuale, i sintomi diventano più forti e si manifestano vertigini, palpitazioni, ansia, sonnolenza e addirittura deficit cognitivi (un deficit del 5% influenzerebbe in negativo la memoria a breve termine, oltre a indebolire attenzione e tempo di reazione). Arrivando invece al 10% si manifestano spasmi muscolari, vista offuscata e inizio di delirio. Oltre questa soglia i sintomi sono di solito fatali. Quindi, per tornare alla domanda iniziale, in linea teorica un individuo che si alimenta con cibi freschi (contenenti quindi in parte acqua) potrebbe resistere al massimo una settimana senz’acqua!

Fatte queste brevi premesse, è opportuno sottolineare come, nonostante la sua importanza, spesso le questioni legate all’acqua sono trattate con molta superficialità, dando adito a false convinzioni. Per cui proviamo a fare un po’ di chiarezza.

“Ho sentito dire che…” bere acqua durante un pasto rallenterebbe la digestione del pasto stesso. FALSO

A volte si sente parlare di alcune convinzioni per le quali l’acqua non andrebbe bevuta durante i pasti, altre invece ritengono che andrebbe bevuta prima di cominciare a mangiare. Nessuna delle due affermazioni precedenti è corretta: in realtà bere la giusta quantità di acqua durante un pasto, uno o più bicchieri fino a circa 600-700 ml, serve a rendere più morbidi gli alimenti ingeriti, migliorandone la consistenza e quindi la digestione e il transito intestinale. I processi digestivi potrebbero leggermente allungarsi solo se si beve un’eccessiva quantità di acqua, perché i succhi gastrici verrebbero troppo diluiti.

“Ho sentito dire che…” bere acqua fa dimagrire o ingrassare. FALSO

L’acqua non apporta calorie, quindi non può contribuire assolutamente all’aumento di peso. Inoltre, bere acqua prima dei pasti non fa di certo dimagrire! Tuttalpiù può contribuire, al massimo, a favorire il senso di sazietà che, a sua volta, tenderà a farci ridurre le porzioni di cibo durante il pasto stesso; per dimagrire in modo adeguato, mettiamoci l’anima in pace: l’unica strada vincente è associare corretta ed equilibrata alimentazione all’attività fisica regolare.

“Ho sentito dire che…” l’acqua del rubinetto non è sicura. FALSO

Secondo una ricerca IRSA, l’Istituto del Consiglio Nazionale di Ricerca, l’Italia è al quinto posto in Europa per la qualità dell’acqua “del rubinetto”. Diamo valore al nostro Paese quando primeggiamo! Prima di noi solo Austria, Svezia, Irlanda, Ungheria. L’acqua di casa è sicura ed è controllata costantemente dalle Asl territoriali oltre a essere regolamentata da direttive europee. In Italia purtroppo siamo convinti che l’acqua del rubinetto non faccia bene: questo ci porta un altro (stavolta triste) primato: siamo il primo paese europeo in quanto a consumo di acqua in bottiglia e i secondi al mondo dopo il Messico!

“Ho sentito dire che…” esiste veramente l’acqua per neonati. FALSO

Abbiamo trovato un simpatico articolo in una rivista pediatrica: “UPPA, Un Pediatra Per Amico”, noto periodico del settore, famoso per essere indipendente e senza pubblicità (cosa rara al giorno d’oggi!).

Il succo dell’articolo ci dice che non c’è alcuna differenza apprezzabile fra il latte artificiale ottenuto diluendo la polvere in un’acqua “speciale” e quello che si ottiene diluendo la stessa polvere nell’acqua del rubinetto. Anzi, a pensarci bene una differenza c’è: il costo, e vi assicuriamo che varia di molto nel giro del primo anno di vita del vostro bambino!

“Ho sentito dire che…” l’acqua a elevato contenuto di sodio fa male alla salute. FALSO

Il sodio è un minerale e come tale è una sostanza fondamentale per il nostro organismo. In caso di alcune malattie bisogna fare maggiore attenzione all’assunzione di questo elemento, ma, in ogni caso, la frazione che viene assunta con l’acqua è veramente bassissima se confrontata con quella che possiamo assumere o assumiamo da altri alimenti ricchi di sale (formaggi, salumi, etc..). Per fare un esempio 100 grammi del nostro amato prosciutto crudo possono contenere anche 2,5 grammi di sodio! Per fare la stessa quantità di sodio con la semplice acqua con contenuto medio di sodio, dovremmo berne circa 20 litri…lascio a voi trarre le logiche conclusioni del caso.

“Ho sentito dire che…” l’acqua a elevato contenuto di calcio fa venire i calcoli. FALSO

Su questa problematica si era espresso anche l’Istituto Superiore di Sanità informando e rassicurando la popolazione che non c’è alcuna correlazione diretta tra la presenza di calcio nell’acqua e il rischio di soffrire di calcoli. Anzi, al contrario, una dieta povera di calcio può facilitare l’insorgere della patologia stessa!

“Ho sentito dire che…” le bottiglie d’acqua in plastica si smaltiscono senza problemi. FALSO

L’acqua che compriamo è contenuta in bottiglie di plastica PET che ha una vita media di circa 1000 anni. Le bottiglie possono essere smaltite nella raccolta differenziata, ma sono davvero pochissime quelle che vengono realmente avviate al processo di riciclo oltre al fatto che da materiale riciclato, una quantità ancora più piccola trova nuova vita.

La cosa più grave è che per produrre il materiale suddetto (il PET) bisogna usare a sua volta molta acqua e molto petrolio. Qualche numero? Sono circa 12,5 miliardi di litri di acqua imbottigliati all’anno in Italia utilizzando come contenitore la plastica (in quantità di circa 330mila tonnellate di PET); per la produzione si stima che vengano utilizzati circa 600.000 tonnellate di petrolio e 6 miliardi di litri d’acqua. Facendo un esempio con numeri più alla nostra portata, per la produzione di un 1 kg di PET si consumano all’incirca 2 kg di petrolio e 17.5 litri d’acqua. 1 kg di PET corrisponde a circa 25 bottiglie da 1,5 litri cioè a 37 litri d’acqua. Ciò significa che per produrre SOLO 37 litri d’acqua se ne sono già sprecati 17,5!

Senza inoltre mettere in conto che nell’atmosfera vengono rilasciati: 40 gr. di idrocarburi, 25 gr. di ossidi di zolfo, 20 gr. di ossidi di azoto, 18 gr. di monossido di carbonio, 2,3 kg. di anidride carbonica (gas responsabile dell’effetto serra).

“Ho sentito dire che…” l’acqua provoca maggiore ritenzione idrica. FALSO

La ritenzione idrica è causata principalmente da una scorretta alimentazione, un’errata idratazione, dalla poca attività fisica e da alcune sostanze contenute nei cibi che consumiamo.

Altre curiosità legate al mondo della nutrizione potrete trovarle su www.strategicnutrition.it

BUONE VACANZE!

Team Strategic Nutrition

 

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